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I segreti della Cappella Sistina – Seconda parte
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La volta affrescata della Cappella Sistina si basa su un programma iconografico molto complesso ed articolato, composto dalle storie del Vecchio Testamento della Bibbia che occupano i riquadri principali, dalle raffigurazioni dei profeti e delle sibille, dai precursori di Cristo e dagli episodi biblici nei pennacchi e da molti altri motivi decorativi.

Un tema iconografico che certamente non può essere stato elaborato solo da Michelangelo, ma che presuppone l’intervento di uno stuolo di dotti e teologi. All’interno di questo programma prestabilito Michelangelo ha potuto senza dubbio metterci del suo ed introdurre elementi frutto della sua creatività.

Se consideriamo i quattro pennacchi della volta, vale a dire i comparti a forma di triangolo concavo che si trovano ai vertici del soffitto e che fungono da raccordo con le pareti sottostanti, troviamo quattro episodi dell’Antico Testamento in cui si assiste ad un miracoloso intervento divino: David e Golia, Giuditta e Oloferne, la punizione di Aman e il Serpente di Bronzo.

In quest’ultimo episodio il popolo ebraico in viaggio verso la terra promessa si trova nel deserto e comincia a lamentarsi contro Dio e contro Mosè. Per punizione Dio manda dei serpenti velenosi che fanno strage. A seguito delle suppliche del popolo Dio ordina a Mosè di costruire un serpente di bronzo ed innalzarlo su un palo: chiunque venga morsicato basterà che alzi gli occhi verso il serpente per essere salvo.

Nell’affresco in questione si vede al centro il palo con il serpente bronzeo, a sinistra coloro che si salvano, a destra quelli invece destinati a morire. La scena mi suggerisce almeno tre spunti che vado ad elencare.

1) La struttura della rappresentazione riprende lo schema tipico dei Giudizi universali con Cristo al centro (il serpente di bronzo è una prefigurazione di Cristo in croce e chi “guarda” a lui viene salvato) alla sua destra ci sono quelli che si salvano, mentre alla sua sinistra ci sono i “dannati”.

2) Il gruppo dei salvati è ordinato, mentrequelli che soccombono formano un groviglio caotico che fa pensare ad un ammucchiata con corpi intrecciati e una varietà di espressioni che assomigliano a delle maschere. Nella raffigurazione dei serpenti che azzannano i corpi è chiara l’ispirazione al gruppo scultoreo del Laocoonte, opera di epoca classica che venne ritrovata nel 1506 negli scavi della Domus Aurea, e sembra che anche Michelangelo abbia assistito al recupero.

3) A proposito di relazioni nascoste e particolari “devianti” rispetto al messaggio che si vuol trasmettere, se guardiamo alle due figure nella schiera di sinistra, all’uomo che sorregge la donna ferita, notiamo che con una mano le sorregge il polso, mentre l’altra va a stringere direttamente su un seno. Casualità? Io qualche dubbio ce l’avrei.

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3 Comments to “I segreti della Cappella Sistina – Seconda parte”

  1. hotel riccione scrive:

    grazie per l’articolo , veramente interessante e informativo.hai considerato l’aggiunta di video nei tuoi post ?

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