Strange Art
Il lato insolito dell'arte
Erodiade necrofila di Francesco Cairo
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Erodiade, per chi non lo sapesse, era la concubina del re Erode Antipa, quello che fece decapitare San Giovanni Battista. L’episodio è tratto dai Vangeli e narra di come la donna riesca a convincere il re di far giustiziare il Battista, dopo aver fatto ballare per lui la figlia Salomè durante un banchetto.

L’immagine proposta da Francesco Cairo si riferisce al dopo: Erodiade è sola con la testa del santo su un piatto come aveva richiesto. L’atmosfera è cupa, quasi funerea, sulla lingua del santo c’è uno spillo, probabilmente un ulteriore sfregio per sottolineare di come avesse parlato contro l’unione illegittima di Erode e della donna.

Quest’ultima è raffigurata come una santa in estasi, anche se con le sante ha ben poco a che spartire. Gli occhi sono socchiusi, la bocca è semiaperta, la schiena inarcata, Erodiade sembra in balia di un forte piacere ed una grande sofferenza, le due sensazioni sembrano mescolarsi e sopraffare la donna.

Mi pare abbastanza chiaro che il dipinto non ha niente di religioso, nonostante il soggetto sia tratto dai Vangeli. L’artista anzi indaga sulle passioni umane, anche su quelle più estreme ed inconfessabili. Il ‘600 è un secolo in cui nell’arte, ma non solo, cominciano ad emergere elementi inquietanti, come la predilezione per certi soggetti macabri o comunque per certe forme di devianza come appunto quella che riguarda questa Erodiade di Francesco Cairo.


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