Strange Art
Il lato insolito dell'arte
Gli Asburgo, il mento sporgente e i ritratti ufficiali
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Il ritratto in epoca rinascimentale, barocca e anche successiva fino alla scoperta della fotografia aveva diversi scopi. Era fondamentale per far conoscere ai sudditi le sembianze del re e dei nobili, era un mezzo per ostentare la propria potenza o la propria ricchezza o il proprio stato sociale.

Serviva per conservare il ricordo di qualcuno, per combinare un matrimonio, non sempre con successo, come dimostra il caso di Enrico VIII e Anna di Cleves. Non era infatti raro che venisse chiesto all’artista di “barare” sulle fattezze del soggetto, lo face anche l’imperatore Filippo II per la propria figlia butterata dal vaiolo.

L’artista che realizzava l’opera aveva quindi il difficile compito di eseguire un ritratto somigliante che però non mettesse troppo in evidenza eventuali difetti fisici più o meno gravi o comunque le imperfezioni del viso o del corpo della persona. A ciò si aggiunge che non tutti si mettevano in posa per ore, spesso anzi il pittore era costretto a ritrarre il soggetto – magari un nobile o un re – mentre mangiava o mentre era intento alle normali attività. Se poi il risultato non era gradito l’artista rischiava di cadere in disgrazia e non ricevere più commissioni.

Per avere un riscontro pratico prendiamo il caso della dinastia degli Asburgo, la famiglia reale europea famosa per il prognatismo, ovvero il mento particolarmente sporgente. Un difetto fisico che fece la sua comparsa con l’imperatore Massimiliano I (1459 – 1519) e che venne trasmesso a molti dei discendenti a causa dei matrimoni fra consanguinei.

Così per diversi secoli il labbro all’infuori divenne una costante nei ritratti degli Asburgo, anche se possiamo scommetterci che gli artisti tentassero di dissimularlo per non incappare nelle ire di personaggi così potenti. Pensiamo ad esempio all’imperatore Carlo V, nipote di Massimiliano I, che venne ritratto diverse volte da Tiziano: è assai probabile che il grande artista veneto abbia alleggerito il difetto.

La riprova la abbiamo in alcuni ritratti giovanili (Carlo è il bambino al centro della composizione) dell’imperatore dove il difetto è più evidente rispetto a quelli eseguiti da Tiziano Vecellio. Lo stesso ragionamento si applica alle raffigurazioni di Filippo II, figlio di Carlo e suo successore a capo dell’impero. Il mento sporgente c’è, ma non è troppo evidente.

Nel tempo, a furia di rappresentarlo il prognatismo divenne un tratto quasi comune e automaticamente si tese ad associarlo al dominio. Un’elemento simbolico che è arrivato bene o male fino ai tempi piuttosto recenti, basti pensare alle immagini ufficiali di Mussolini con la mascella volitiva.

Altra annotazione riguarda il fatto che nei ritratti degli Asburgo il difetto fisico viene appunto “sdoganato” e nella ritrattistica ufficiale, almeno spagnola, sostituisce il canone di bellezza classica, che verrà ripreso invece, ad esempio, da Napoleone.

Ecco la galleria completa dei ritratti


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4 Comments to “Gli Asburgo, il mento sporgente e i ritratti ufficiali”

  1. Tommy scrive:

    Interessante…tra l’altro se ci fai caso Carlo V, in particolare nella tela di Tiziano, è spiccicato a Totò

  2. Michelangelo scrive:

    Non a caso era un principe anche lui :-)

  3. [...] background-position: 50% 0px; background-color:#222222; background-repeat : no-repeat; } http://www.strangeart.it – Today, 3:35 [...]

  4. [...] poi il ritratto che aveva anche una funzione pratica: diffondere l’immagine del re, del papa, del nobile, del condottiero o comunque dell’uomo (e [...]

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