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I segreti della Cappella Sistina – sesta parte
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Veniamo all’ultimo post della serie dedicata alla Cappella Sistina, focalizzato anche questa volta sulla parete affrescata con il Giudizio Universale. Già in precedenza accennavo al fatto che in tutta la composizione assistiamo ad un esibizione, anzi ad un’ostentazione dei simboli del martirio. Si notano infatti parecchie figure di santi martiri che brandiscono come armi gli attrezzi che hanno provocato loro la morte, che gli hanno quindi garantito l’entrata in paradiso.

Il tutto suona un po’ come un monito ed uno scherno terribile, è un po’ come se dicessero: “E’ arrivata l’ora della resa dei conti, noi abbiamo già dato, ora tocca a voi.” Osservando con attenzione si notano infatti alcuni degli attrezzi più truci concepiti da mente umana per infliggere una morte dolorosa: la graticola di San Lorenzo, le frecce di San Sebastiano, i pettini di metallo di San Biagio, la ruota dentata di Santa Caterina, la sega di San Simone, per non citare poi i simboli del martirio per antonomasia: la crocifissione di Cristo che sono portati da gruppi di angeli nelle due lunette in alto.

Fra questi santi “truci” spicca San Bartolomeo, uno degli apostoli, che si trova subito sotto la figura di Gesù, a destra. Oltre ad un coltellaccio, il santo regge in mano con una certa nonchalanche una pelle umana interamente scuoiata. Per chi non la sapesse è la sua, in quanto il santo venne sottoposto a questo atroce supplizio, ma la particolarità è data dal fatto che l’artista, Michelangelo Buonarroti, si sia ritratto proprio nelle pelle scuoiata del santo.

E’ curioso in effetti notare che mentre San Bartolomeo è stato dipinto completamente calvo, la pelle scuoiata ha una folta chioma e se confrontiamo questa immagine con altri ritratti di Michelangelo non si può non notare la forte somiglianza. Sul perché l’artista abbia scelto questa soluzione quantomeno originale per ritrarsi nel grande affresco non è dato sapere. Si accettano opinioni.

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2 Comments to “I segreti della Cappella Sistina – sesta parte”

  1. rosario prizzi scrive:

    Si pensa che il San Bartolomeo abbia le fattezze di Pietro Aretino, poeta e scrittore scroccone che, non avendo avuto da Michelangelo in dono nessuna sua opera,lo criticò e ne fece oggetto di uno dei suoi gossip antelitteram

  2. amos tullio previero scrive:

    Pietro Aretino nel Giudizio è il simbolo della Riforma protestante perchè a Venezia (egli era cittadino veneziano dal 1527) la chiesa intitolata all’apostolo era detta “della nazione tedesca” in quanto collocata nel fondaco dei tedeschi. Il volto di Michelangelo dipinto nella sua pelle probabilmente sta ad indicare l’adesione dell’artista alle idee riformate.

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