Strange Art
Il lato insolito dell'arte
I segreti della Cappella Sistina – terza parte
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La relazione nascosta di oggi è individuabile nell’immagine senza dubbio più famosa di tutta la Cappella Sistina ed aggiungerei anche di tutti i cicli di affreschi che siano mai stati creati nel corso della storia dell’arte: la Creazione di Adamo.

Si tratta di un’immagine talmente nota e talmente vista che è entrata nell’immaginario collettivo; aggiungerei che la popolarità della raffigurazione di Dio Padre come “vecchio con la barba bianca”, dipenda in gran parte da questo dipinto, anche se non è la prima rappresentazione del genere.

A questo dobbiamo aggiungere la felicissima invenzione delle due dita che si congiungono: la vita che si trasmette come una scintilla, grazie ad un contatto. Nel testo del Genesi il racconto parla di Dio che plasma l’uomo dalla terra e che soffia un alito di vita nelle sue narici. Bella immagine anche questa ma senza dubbio più difficile da rendere pittoricamente: Michelangelo rischiava di rappresentare un vecchio che gonfia un otre o qualcosa di peggio.

In questo modo invece trasmette tutta l’eleganza, la solennità e la potenza del gesto di Dio Padre che dà la vita. Un gesto talmente bello e carico di suggestioni che è stato ripreso anche in contesti del tutto diversi, basti pensare alla locandina del film “Et l’extraterrestre” di Steven Spielberg.

Torniamo però al nocciolo della questione: c’è chi ha visto in questa immagine una somiglianza impressionante. Con cosa? Se noi osserviamo la raffigurazione di Dio Padre e della sua corte di angeli noteremo che è molto simile alla sezione di un cervello umano. In effetti se confrontiamo le due immagini la somiglianza è impressionante, ed ogni elemento nell’affresco della Volta Sistina si rintraccia nell’immagine del cervello.

Si tratta di una scoperta abbastanza recente ad opera del neurologo Frank Lynn Meshberger che ha pubblicato nel 1990 uno studio sulla rivista “Journal of American Medical Association”.

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Non c’è ovviamente la certezza che tale relazione sia voluta, ma conoscendo il clima che si respirava all’epoca e un minimo di biografia dell’artista la cosa è del tutto plausibile. Teniamo conto infatti che Michelangelo Buonarroti, come Leonardo prima di lui e anche altri artisti dell’epoca, praticavano la dissezione dei cadaveri per studiare l’anatomia umana.

Questo spiegherebbe la perfetta corrispondenza delle due immagini, a ciò si aggiunge che il nostro artista era seguace delle dottrine neoplatoniche di filosofi come Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, molto in voga all’epoca a Firenze. Nei lori scritti si parla dell’intelletto di Dio come “anima mundi”, ed è quindi chiaramente comprensibile il perché di questo raffronto non esplicito: Dio Padre è paragonabile ad un intelletto superiore che trasmette la vita e dà origine ad ogni cosa.

Per approfondire

Fonte: Engrammi

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5 Comments to “I segreti della Cappella Sistina – terza parte”

  1. Tommy scrive:

    Grazie della citazione…apprezzo molto questo blog (come vedi dal link sul mio sito)…è molto interessante e mai scontato…un saluto…tommy

  2. Michelangelo scrive:

    Potrei dire la stessa cosa del tuo. Mi è sembrato giusto ricambiare il link. Ciao e grazie

  3. [...] guardiamo il suo viso è decisamente caratterizzato, non è una faccia generica, ma un ritratto. Raffigura [...]

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