Strange Art
Il lato insolito dell'arte
Paolo Uccello e la fissazione della prospettiva
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Il Rinascimento fiorentino fu un periodo affollato di grandi artisti. Fra questi Pagolo di Dono più noto come Paolo Uccello fu uno dei più importanti, le sue opere sono caratterizzate da un attenzione quasi maniacale alla prospettiva e alla geometria. In molti suoi dipinti si possono rintracciare figure e solidi geometrici utilizzati per costruire lo spazio ed anche, diciamolo, per sfoggiare a propria abilità.

Racconta il Vasari nella biografia dedicata all’artista che quest’ultimo spesso trascorreva le notti a disegnare e a studiare, e quando la moglie lo chiamava a letto lui sospirava “Oh che dolce cosa è questa prospettiva”. Leggenda o no, l’episodio è emblematico per capire l’interesse, spinto forse all’eccesso, dell’artista per la costruzione geometrica della rappresentazione, con il risultato di creare opere paradossalmente poco realistiche.



Gli esempi a cui fare riferimento non mancano, fra questi ci sono le tre tavole della “Battaglia di San Romano” , uno scontro fra  senesi e fiorentini avvenuto nel 1432 e vinto da questi ultimi nonostante si trovassero in netta inferiorità numerica.

I dipinti all’epoca facevano bella mostra di sé in casa di Lorenzo il Magnifico, mentre attualmente sono divisi fra National Gallery di Londra, Museo del Louvre e Galleria degli Uffizi. La tavola di Londra raffigura il condottiero dei fiorentini, Niccolò da Tolentino, che dà ordine di attaccare e presenta alcune di queste caratteristiche, di cui parlavo poco sopra, tipiche di Paolo Uccello:

1) I cavalli sembrano palesemente finti, non hanno granché di realistico e probabilmente sono copiati da modellini in legno.

2) Il vistoso copricapo a fiori di Niccolò da Tolentino è formato da solidi geometrici ed è il classico sfoggio di abilità dell’artista nella geometria.

3) Le lance spezzate in terra, i pezzi di armature ed anche il corpo del soldato morto sono disposti seguendo le linee prospettiche che corrono verso il fuoco della scena.

L’effetto generale è quasi fiabesco e non ha molto a che fare con la confusione e la furia selvaggia di una battaglia.

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5 Comments to “Paolo Uccello e la fissazione della prospettiva”

  1. [...] costruissero i loro dipinti basandosi su figure geometriche. Tra gli esempi più eclatanti ci sono Paolo Uccello e Piero Della Francesca, che utilizzavano regolarmente solidi geometrici per assemblare le loro [...]

  2. [...] notare anche la massima attenzione alla prospettiva da parte dell’artista, nella costruzione degli ambienti e degli oggetti. Una vera e propria [...]

  3. [...] background-position: 50% 0px; background-color:#222222; background-repeat : no-repeat; } http://www.strangeart.it – Today, 6:21 [...]

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