Strange Art
Il lato insolito dell'arte
Sassetta e il lupo squartatore
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sassetta
Questa tavola di Stefano di Giovanni più noto come il Sassetta mi ha colpito non appena l’ho vista. Giusto per inquadrare il contesto vi dirò che faceva parte di una pala d’altare commissionata all’artista nel 1437 per la chiesa di San Francesco a Borgo San Sepolcro (Ar).

I riquadri di quest’opera rappresentano alcune storie della vita del santo di Assisi – al quale è dedicata la chiesa di destinazione. L’opera in seguito fu smembrata, come è capitato a molti altri dipinti di epoca medievale. Questo avveniva di solito per due motivi: o perché dividendo un polittico in vari scomparti si potevano vendere separatamente con un maggior guadagno, o perché magari l’arte medievale e del primo Rinascimento non era tenuta all’epoca in grande considerazione, non ci si faceva pertanto troppi scrupoli a smembrare opere che si consideravano di scarso valore.

Torniamo al dipinto che attualmente è conservato alla National Gallery di Londra e raffigura la scena in cui San Francesco addomestica il lupo di Gubbio che seminava il terrore nelle campagne intorno alla città umbra. Per sottolineare questo aspetto l’artista ha dipinto in secondo piano un corpo fatto letteralmente a pezzi (oltre a mucchi d’ossa nel bosco): brandelli sanguinolenti che turbano l’atmosfera di pacata serenità, di quiete dopo la tempesta. Io lo trovo un particolare piuttosto insolito per un dipinto, sopratutto per un dipinto dell’epoca.

Un’epoca in cui gli uomini erano abituati alle atrocità e al sangue, ma di solito non le rappresentavano con realismo e crudezza di particolari nelle opere d’arte. In pratica l’artista avrebbe potuto dipingere semplicemente un cadavere senza indugiare in dettagli macabri come questi.
Un altro dettaglio insolito è dato dal volo degli uccelli che disegna un perfetto semicerchio nel cielo. Gli uccelli sembrano inoltre degli aerei da caccia, ma questo è solo frutto della stilizzazione operata dall’artista.


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