Strange Art
Il lato insolito dell'arte
L’immagine del condottiero: dipinti e sculture
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guidoriccio
La nascita delle compagnie di ventura è un fenomeno del tardo Medioevo. Per compagnie di ventura si intendono vere e proprie armate guidate da un condottiero che venivano assoldate (da qui il termine soldato) da nobili, stati o sovrani per combattere. In pratica dei soldati di professione che combattevano per chi li pagava.

I condottieri più abili diventavano presto famosi e contesi da varie parti e, in molti casi, ebbero l’onore di venir raffigurati dagli artisti. Tali opere, sia dipinti, sia sculture, avevano dei tratti comuni riscontrabili più o meno in tutte.

Quali sono?

* Cominciamo dall’espressione del viso e dalla fisiognomica. Un esempio mirabile è quello offerto da un disegno di Leonardo da Vinci: l’espressione è estremamente decisa, accigliata e rispecchia saldezza d’animo e una volontà ferrea. Il labbro è rivolto verso il basso, i tratti somatici sono marcati, e trasmettono queste sensazioni.

Queste stesse caratteristiche si ritrovano nel monumento equestre a Bartolomeo Colleoni di Andrea del Verrocchio e in quello al Gattamelata di Donatello, ma anche nel ritratto di Francesco Maria Della Rovere di Tiziano.

* Il condottiero di solito viene raffigurato a cavallo, sia che si tratti di una statua celebrativa, sia che venga dipinto certo qualche eccezione non manca – il ritratto di Tiziano Vecellio o quello di Pedro Berruguete che immortala il profilo di Federico da Montefeltro – ma di solito il cavallo è parte essenziale dell’immagine del comandante: in sella guida le truppe, dirige le operazioni e si lancia in battaglia.

L’ispirazione viene, per esempio, dal Marco Aurelio di epoca romana, ma anche dall’affresco di Simone Martini che raffigura Guidoriccio da Fogliano di profilo, quasi come se fosse uno stemma araldico.

Altro esempio è l’affresco di Paolo Uccello che raffigura Giovanni Acuto – italianizzazione dell’inglese John Hawkwood che si trova nel duomo di Firenze. L’immagine del monumento equestre celebrativo è formata da figure geometriche, caratteristica tipica di Paolo Uccello grande amante della prospettiva e della geometria. Guardiamo per esempio la testa del cavallo e il suo posteriore che disegnano due cerchi perfetti, o il cappello cilindrico del condottiero.

* L’altro elemento comune a tutti, di grande valore simbolico e non solo, è il bastone del condottiero o bastone del comando, praticamente l’attributo iconografico per eccellenza. In realtà aveva uno scopo molto pratico, terra terra possiamo dire. In battaglia era necessario mantenere una ferrea disciplina, anche una piccola insubordinazione poteva mettere in pericolo la vita di tutta la truppa.

Il panico poteva scoppiare da un momento all’altro ed era la fine. Negli eserciti medievali, prima delle compagnie di soldati professionisti, la fanteria era formata spesso da contadini o da persone inesperte che non avevano nessuna voglia di andare al macello, non erano rari pertanto i casi in cui il comandante doveva usare il bastone per mantenere i ranghi serrati ed impedire che gli uomini si dessero alla fuga. Così il bastone è rimasto ed ha caratterizzato la figura del condottiero.

A proposito della battaglia e del panico che assaliva i soldati c’è un testo bellissimo risalente al XVI secolo, quindi già in epoca di armi da fuoco, di Angelo Beolco detto il Ruzante in cui un contadino descrive la paura sul campo di battaglia:

“Oh compare, se foste stato dove son finito io, avreste fatto altro che quattro voti. Che cosa credete che sia trovarsi in luogo dove non conosci nessuno, non sai dove andare e senti dappertutto la massa urlare “ammazza, ammazza, dagli addosso”? E artiglierie, schioppi, frecce, mentre là vedi un tuo compagno morto ammazzato, qua un altro caderti ucciso ai piedi.

E quando vuoi fuggire incappi nei nemici, e a chi scappa si spara nella schiena. Vi assicuro che ci vuol del fegato a scappare [....] Sapete pure che io non ho paura di un altro, anche se fossero quattro. Quando il campo è rotto, perfino Orlando scapperebbe.”


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2 Comments to “L’immagine del condottiero: dipinti e sculture”

  1. bartolomeo colleoni scrive:

    [...] … in the government of Milan, and also commanded the campaign against Bartolomeo Colleoni. …L’immagine del condottiero: dipinti e sculture Strange Art …Il lato insolito dell’arte: dettagli poco conosciuti, aspetti curiosi delle opere d’arte, episodi [...]

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