Strange Art
Il lato insolito dell'arte
Le Annunciazioni fuori dal comune
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L’Annunciazione è uno dei soggetti iconografici più famosi e diffusi della storia dell’arte. Per molti secoli questo episodio, presente solo nel Vangelo di Luca, è stato rappresentato innumerevoli volte dagli artisti, sia in pittura che in scultura. In pratica a partire dal Medioevo fino al XVIII secolo abbiamo tantissime opere con questo soggetto.

Qualcosa si trova anche dopo ma con frequenza infinitamente minore. Addirittura nell’epoca d’oro, sto parlando del Rinascimento, gli artisti, ma anche gli osservatori, erano in grado di distinguere i vari momenti dell’Annunciazione: “Saluto, turbamento della Vergine, meditazione, umiliazione e momento della partenza dell’angelo“.

Al di là di questi aspetti, proviamo però a fare una sorta di gioco: facciamo finta di non conoscere per niente l’episodio della storia sacra, né tantomeno i codici e le convenzioni iconografiche in voga all’epoca. In molti casi la visione di alcuni di questi dipinti sarà per noi assolutamente fuorviante ed incomprensibile con effetti talvolta comici.

A questo si aggiunge il fatto che gli artisti stessi ci “mettevano” del loro, aggiungendo elementi poco pertinenti o spunti personali, come se stessero facendo una sorta di divagazione, di variazione sul tema. Altre volte poi erano i committenti stessi a chiedere all’artista di inserire certi dettagli, o magari di ritrarre loro o i loro cari all’interno del dipinto, per affidarli alle cure della Madonna.

Per capire meglio questi aspetti partiamo da quello che scrive Leonardo Da Vinci nel suo “Trattato della pittura” dove critica certi artisti che rappresentano l’Annunciazione senza alcun decoro o senso della misura “come io vidi a questi giorni un angelo che pareva nel suo annunziare che volesse cacciare la Nostra Donna dalla sua camera, con movimenti che dimostravano tanto d’ingiuria, quanto far si potesse a un vilissimo nimico. E la Nostra Donna parea che si volesse, come disperata, gettarsi giú da una finestra. Sicché siati a memoria di non cadere in tali difetti.

Per avere un esempio di quello che intende Leonardo basta dare un’occhiata a questa Annunciazione di Carlo Braccesco che si trova al Louvre: l’angelo irrompe in picchiata al centro della scena, mentre la Madonna, piuttosto agitata, si aggrappa alla colonna per lo spavento.

In alternativa possiamo fare riferimento al dipinto di Sandro Botticelli dove l’angelo e la Vergine eseguono una specie di balletto che risulta decisamente artificioso; anche in questo caso vediamo che l’Arcangelo Gabriele è appena atterrato nella stanza, come dimostrano le vesti ancora mosse, e la Madonna si ritrae ovviamente spaventata dall’irruzione.

Terzo esempio ce lo offre Lorenzo Lotto: nel suo caso l’arcangelo con la sua entrata scomposta fa scappare il gatto di Maria, che a sua volta non sembra troppo tranquilla. Contribuisce a spaventare i due soggetti anche la figura in alto di Dio Padre che ha un aspetto davvero poco rassicurante, accentuato dalle braccia tese.

In altri casi invece all’interno della scena classica dell’Annunciazione troviamo vari elementi diciamo così di “disturbo“, che in qualche modo rendono meno immediata la lettura dell’opera. Un record in questo senso spetta all’Annunciazione di Antoniazzo Romano, dove oltre all’angelo e a Dio Padre, l’artista inserisce anche quello che dovrebbe essere un santo dell’ordine dei frati domenicani nonchè cardinale come testimonia il cappello rosso appoggiato a terra. Questi a sua volta intercede e presenta alla Vergine tre ragazze.

L’aspetto curioso e fuorviante è che la Madonna si disinteressa completamente dell’Arcangelo Gabriele, della notizia che sta per darle, di Dio Padre e perfino dello Spirito Santo in forma di colomba che vola verso di lei, per dedicarsi completamente alle tre ragazze. Gesto nobile ma piuttosto improbabile date le circostanze.

Sempre a proposito di Annunciazioni anomale, concludo la carrellata con questo dipinto di Carlo Crivelli dove l’episodio evangelico è inserito in un ambiente ricchissimo di particolari e dettagli, al punto che non è per niente semplice intuire il senso di tutta la rappresentazione. La Vergine è in casa intenta a leggere mentre viene letteralmente colpita da una sorta di raggio laser, proveniente dal cielo (e che qualcuno ha addirittura scambiato per un ufo): un modo piuttosto evocativo per rappresentare la discesa dello Spirito Santo.

Fuori dalla sua finestra, ma la cosa non è immediatamente percepibile, l’angelo è accompagnato da un santo (Sant’Emidio patrono della città di Ascoli) che tiene tra le mani una sorta di plastico della città. I due sembrano intenti a discutere del più e del meno e pare che il messaggero non si curi troppo della sua missione. In generale il dipinto è ricchissimo di dettagli e l’iconografia è molto complessa. Se ne trova una spiegazione molto interessante nella pagina di Wikipedia dedicata a Carlo Crivelli.


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3 Comments to “Le Annunciazioni fuori dal comune”

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