Strange Art
Il lato insolito dell'arte
Raffaello Sanzio: le geometrie dei coniugi Doni
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Un discorso ricorrente sugli artisti rinascimentali, ma non solo, è che costruissero i loro dipinti basandosi su figure geometriche. Tra gli esempi più eclatanti ci sono Paolo Uccello e Piero Della Francesca, che utilizzavano regolarmente solidi geometrici per assemblare le loro figure, ma anche Raffaello Sanzio lo faceva, seppure in modo meno evidente e più elegante.

Uno dei motivi per cui l’arte del Rinascimento si contraddistingue per la regolarità delle forme, per l’equilibrio e la compostezza della raffigurazione è dovuto proprio all’utilizzo di figure geometriche.

Un esempio mirabile è rappresentato da questi due ritratti eseguiti da Raffaello nel periodo fiorentino che raffigurano il ricco mercante Agnolo Doni (quello del Tondo Doni) e sua moglie Maddalena. E’ sufficiente fermarsi ad osservare questi due coniugi per qualche istante per accorgersi che entrambe le figure sono costruite secondo due criteri ben precisi e in qualche modo opposti.

La figura di Agnolo Doni si basa su una serie di figure composte da linee rette e spezzate: dalla forma del volto, al collo, dall’andamento dei capelli, alla forma del cappello. Lo stesso si può dire della linea delle spalle e dell’andamento degli abiti. I tratti somatici sono decisi e vengono evidenziati sempre da linee rette.

La moglie del mercante, Maddalena Strozzi, invece è modellata su una serie di figure ovali e linee curve: la linea delle spalle, sfuggenti, il grande rigonfiamento delle maniche a sbuffo, la linea del corpetto ed anche la sagoma del petto. Il volto stesso e la forma dei capelli disegnano degli ovali.

Le rotondità vengono riecheggiate anche dalle colline alle spalle della donna, mentre l’unica linea retta presente nel dipinto è data dal sottile albero in secondo piano, che interrompe la monotonia dello sfondo.

La donna, non propriamente una bellezza, riprende nella posa e nel paesaggio alle sue spalle, lo schema della “Gioconda” di Leonardo, anche se qui manca del tutto l’alone di mistero che circonda il ritratto di Monna Lisa.

In sintesi l’utilizzo di determinate forme geometriche serve a Raffaello in primo luogo a creare una composizione ordinata, regolare, in una parola classica, ma contribuiscono anche a definire, in modo determinante, il “tipo” maschile (volitivo e deciso) da quello femminile (morbido, pacato, sereno).


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7 Comments to “Raffaello Sanzio: le geometrie dei coniugi Doni”

  1. [...] more here: Raffaello Sanzio: le geometrie dei coniugi Doni Post Published: 12 April 2010 Author: Found in section: arte [...]

  2. Tommaso scrive:

    Ben tornato

  3. Michelangelo scrive:

    Grazie mille. E’ una storia lunga, legata ad una serie di impegni lavorativi. Ora ho un po’ più di tempo libero :-)

  4. [...] This post was mentioned on Twitter by Michelangelo Moggia. Michelangelo Moggia said: Raffaello Sanzio e le geometrie nei ritratti – http://bit.ly/aG2rZL [...]

  5. [...] Raffaello Sanzio: le geometrie dei coniugi Doni [...]

  6. [...] del matrimonio del mercante fiorentino Agnolo Doni con Maddalena Strozzi (dei quali esistono due splendidi ritratti di Raffaello) e rappresenta uno dei temi più diffusi all’epoca a Firenze: la Sacra [...]

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