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Il Raccolto di Van Gogh: analisi in video
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Vincent Van Gogh considerava questo dipinto come uno dei suoi quadri meglio riusciti, così almeno scrive in una lettera a suo fratello Theo. Quello che si vede è una pianura assolata, nei pressi di Arles in Provenza, in una calda giornata estiva durante la mietitura. Un dipinto ricco di serenità come raramente si trova nei dipinti di Van Gogh.

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Trascrizione del video:

Van Gogh, considerava questo come uno dei suoi quadri più riusciti. Sto parlando del “Raccolto” dipinto nel giugno 1888 nei pressi di Arles in Provenza, nel sud della Francia. In questo caso più che in altri, sapere dove è stato dipinto il quadro è fondamentale per apprezzarne appieno alcuni elementi che analizzeremo in seguito.
Quella che vedi è la Crau, la vasta pianura che circonda la città di Arles nel momento della mietitura durante il mese di giugno. L’artista non vuole solo raffigurare questo paesaggio sereno e assolato,  ma anche il lavoro dei contadini con le fasi della mietitura. In alcune zone del dipinto si vedono infatti qua e là piccole figure intente al loro lavoro.

Oltre ai campi di grano ci sono inoltre alcuni elementi del paesaggio che ci permettono di individuare la zona: in particolare la catena delle Alpilles, ultimo tratto delle Alpi che solcano la Provenza e l’abbazia di Montmajour nei pressi di Arles con la sua torre che spicca sullo sfondo a sinistra. Si tratta quindi di un paesaggio che trasmette una sensazione di pace laboriosa: una calda giornata estiva, una pianura piena di luce in cui gli uomini sono serenamente intenti alle loro faccende quotidiane.

Veniamo alla tecnica: Van Gogh ha dipinto il primo piano del quadro con pennellate spesse distribuite in varie direzioni, mentre per lo sfondo ha utilizzato degli strati di colore più omogenei e sottili, che suggeriscono il susseguirsi dei campi e e sopratutto contribuiscono a dare un senso di profondità al quadro.

I colori sono accesi e vivaci, tra questi spiccano ovviamente varie tonalità di giallo del grano. Quando dipinge questa tela Van Gogh è arrivato in Provenza da Parigi da alcuni mesi e per lui è stata una vera e propria rivelazione: la luce e i colori del paesaggio del sud lo hanno colpito profondamente e questo si riflette nelle sue opere. Da quando arriva ad Arles i quadri di Van Gogh si schiariscono, i colori diventano più forti, basta fare un confronto con le opere dipinte in Olanda o anche nel periodo di Parigi.

L’ispirazione che riceve da questa terra lo porta a lavorare intensamente e a dipingere moltissimi quadri. Questo è per l’artista un periodo sereno, che purtroppo presto finirà a causa dell’avanzare dei problemi psichiatrici. Non c’è paragone tra questa distesa di frumento dove domina la pace e i dipinti dell’ultimo periodo dove il grano diventa un mare in tempesta, i cieli si fanno cupi e opprimenti e le pennellate stesse, caotiche e gettate con foga sulla tela rispecchiano il tormento interiore dell’artista che lo porterà infine a togliersi la vita.


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5 Comments to “Il Raccolto di Van Gogh: analisi in video”

  1. Ugo Felici scrive:

    Perchè V.G. è oggi considerato un genio?
    Cosa ha fatto scattare l’ inversione di tendenza, dato che i suoi contemporanei non si interessarono minimamente ai suoi lavori?
    Neanche fu un grande disegnatore, e la sua pittura iniziale molto cupa lascia intravvedere più il predicatore che il pittore.
    Poi la folgorazione, la Provenza.
    Ma furono e sono davvero capolavori frutto di una mentalità geniale o piuttosto stramberie di una mente delirante?
    Genialità o follia, dove passa la sottile linea rossa?

  2. Michelangelo scrive:

    E’ considerato un genio perché il suo modo di dipingere ha influenzato generazioni e generazioni di artisti successivi; molta della pittura del’900 prende ispirazione da lui: basta pensare ai Fauves, agli espressionisti, all’astrattismo di Kandinsky.

    Fu incomprenso dai suoi contemporanei, ma subito dopo la sua morte la sua influenza divenne fondamentale. E’ vero che non era un grande disegnatore (come Cezanne del resto), ma il suo utilizzo del colore fu rivoluzionario. Così come i suoi tocchi, la foga con cui dipingeva.

    In un periodo in cui la pittura si trovava a competere con la fotografia, mostrò come il sentimento, l’interiorità di un artista potessero fare la differenza.

  3. ugo felici scrive:

    Grazie Michelangelo, soprattutto la considerazione finale mi fa riflettere,ho visto alcune sue opere a Parigi al musee d’ Orsay e mi è rimasto impressa soprattutto un ‘ opera (il riposo dei mietitori) proprio per la straordinaria solarità e forza del colore.
    Sono andato quindi a cercare delle risposte ai dubbi che al di là dei clichè sul personaggio, avevo sentito sollevare in qualche caso.
    Penso che sia un tassello importante inquadrarlo in quest’ ottica, che poi fu problema comune a tutti gli artisti di fine secolo e genesi di tutti i movimenti di avanguardia del ’900.
    Grazie

  4. [...] periodo in Provenza fu, almeno all’inizio, tranquillo, e Van Gogh qui realizzò alcuni dei suoi più grandi capolavori. Girando per Arles e nei dintorni sono visibili ancora adesso alcuni dei luoghi che hanno ispirato [...]

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