Strange Art
Il lato insolito dell'arte
Gondole sulla laguna: Francesco Guardi “guarda” avanti
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Francesco Guardi - Gondole sulla laguna

Spesso le grandi cose stanno nel piccolo. Il buon vino sta’ nella botte piccola ecc. ecc.
Non è solo un luogo comune, ma ogni tanto, come nel caso del piccolo capolavoro “Gondole sulla laguna” (1765) di Francesco Guardi questa massima diventa realtà.

L’opera è una tela di 25 x 38 cm, che si trova al museo Poldi Pezzoli di Milano, il soggetto è molto semplice: una gondola in primo piano sulla laguna di Venezia che si intravede nello sfondo, più qualche altra gondola o barca qua e là, come puntini sparsi. Il tutto sfiorato dalla luce del tramonto.

Il resto è una distesa di grigio-azzurro, quasi un monocromo. Colpisce quest’opera per la sua essenzialità, perché anticipa i tempi, perché fotografa l’emozione di un momento, per l’assoluta sensazione di pace: sembra quasi di sentire il colpo di remo sull’acqua piatta come una tavola.

Francesco Guardi è stato uno dei maggiori vedutisti veneti, probabilmente secondo solo al Canaletto, anche se stiamo parlando di due stili completamente diversi: tanto lindo e regolare il Canaletto, quanto mosso e vivace il Guardi.

Quest’ultimo appunto visse e lavorò nel corso del XVIII secolo senza spostarsi mai da Venezia e si specializzò nel vedutismo, genere che ebbe una grande fortuna per tutto il ’700, quando per i figli dell’aristocrazia europea era d’obbligo il viaggio d’istruzione (il cosiddetto Grand Tour) in Italia, dove Venezia, assieme a Roma, Firenze e Napoli era una delle mete obbligate.

Date le dimensioni e il soggetto intimo e particolare, mi viene da pensare che questo piccolo dipinto non sia stato fatto per essere venduto al viaggiatore di passaggio, ma per “uso personale” dell’artista.

Al di là della sua bellezza è interessante notare l’influenza che, questo piccolo gioiello, ha avuto nei confronti delle vedute del secolo successivo, basta dare un’occhiata a certi dipinti di Joseph Mallord William Turner a Venezia (altro esempio) una cinquantina di anni dopo, o andando oltre alle opere degli impressionisti di passaggio nella laguna come Claude Monet (che da vero turista non resistette alla tentazione di dar da mangiare ai piccioni, c’è una foto che lo prova – anche i geni hanno le loro debolezze).

O ancora, restando in ambito impressionista, anche James Abbot McNeill Whistler, con tutta probabilità vide questa e altre opere di Francesco Guardi e ne trasse spunto per realizzare certi suoi dipinti con Venezia o con vedute sull’acqua.

Immagine grande del dipinto di Francesco Guardi

E tu che ne pensi? Meglio Guardi o Canaletto?


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