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L’Annunciazione di Simone Martini: Analisi in video
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L'Annunciazione di Simone Martini e Lippo Memmi
L’Annunciazione di Simone Martini è uno dei capolavori e dei dipinti più emblematici della pittura gotica. In realtà si tratta di un lavoro fatto a “quattro mani” dato che venne realizzato in collaborazione con Lippo Memmi, cognato di Simone, ma, i critici sono abbastanza concordi, è a Simone Martini che spettano le scene e le figure principali.

Questo trittico è stato realizzato nel 1333 ed ha ispirato con la sua eleganza e con la bellezza delle forme moltissimi artisti del periodo e permise a Simone Martini il grande salto verso la corte dei papi ad Avignone dove poi resterà fino alla sua morte avvenuta nel 1344.

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Trascrizione del video:

Ciao sono Michelangelo Moggia e questo è analizzare un quadro. Il dipinto di oggi, uno dei capolavori del ‘300 italiano, è stato eseguito da due artisti senesi, Simone Martini e Lippo Memmi: si tratta dell’Annunciazione degli Uffizi. Dei due il più grande e il più famoso è senza dubbio Simone Martini, che secondo la maggior parte degli studiosi realizzò la scena principale, mentre a Lippo Memmi spetterebbero i due santi laterali.

L’Annunciazione è un’opera complessa inserita in una cornice elaborata  che ricorda nella sagoma con le sue cinque cuspidi una chiesa gotica. Tale cornice, che è stata rifatta agli inizi del ‘900, suddivide il dipinto in tre scomparti: la scena principale al centro e i due santi in quelli laterali. In alto nei medaglioni ci sono piccole immagini con i profeti con in mano i testi che preannunciano la venuta di Cristo.

Il soggetto dell’opera è appunto l’Annunciazione: l’arcangelo Gabriele è appena arrivato in casa di Maria, ha le vesti svolazzanti e le ali ancora aperte, pronuncia le parole di saluto che, come se fosse un fumetto, sono scolpite in rilievo sulla tavola (Ave gratia plena dominus tecum – che tradotte sono le prime parole dell’ave Maria).

L’angelo tiene in mano e lo indica con l’altra un ramoscello d’ulivo, simbolo di Cristo che con il suo sacrificio riconcilia Dio e gli uomini. La Madonna che stava leggendo un libro (nota la mano che tiene il segno) si ritrae spaventata da questa apparizione improvvisa. E’ vestita con abiti ricchi, ha in testa un diadema e siede su un trono come una regina o come una dama d’alto rango.
Anche i pochi elementi dell’ambiente riflettono la ricchezza: il lucido pavimento di marmo, il trono decorato e il vaso con i gigli, simboli di purezza, in questo caso la purezza della Madonna.

In alto, circondato da una nube di cherubini, appare lo Spirito Santo sotto forma di colomba, che sta per compiere il miracolo dell’incarnazione di Cristo. I due santi negli scomparti laterali sono sant’Ansano e santa Margherita, protettori della città di Siena, al cui duomo era destinata questa tavola.

Qualche parola sullo stile: l’annunciazione di Simone Martini è uno dei capolavori dello stile gotico e si contraddistingue per le linee sinuose e per l’eleganza delle forme esili. Le pieghe delle vesti dei vari personaggi disegnano linee sottili e raffinate ed hanno una funzione decorativa, i gesti sono misurati così come le espressioni delle varie emozioni e stati d’animo.Questo stile e queste forme riscuoteranno un enorme successo nelle corti europee.

Nel realizzare quest’opera dove coesistono insieme la pittura, la scultura e l’architettura i due artisti hanno utilizzato materiali preziosi, a cominciare dall’oro, il colore della divinità, che viene utilizzato un po’ ovunque sopratutto sullo sfondo. Tale fondo rende la scena astratta e fuori dal tempo, questo perché il pittore, o meglio i pittori, non sono interessati a rappresentare uno spazio reale e concreto, ma un ambiente dove la decorazione e la bellezza hanno il sopravvento sulla rappresentazione del reale.


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