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Claude Monet la “Grenouillere”: analisi in video
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La Grenouillere di Claude Monet è uno dei capolavori dell’Impressionismo: realizzato nel 1869 rende in maniera magistrale gli effetti di luce sull’acqua di questo stabilimento balneare sulla Senna dove i parigini andavano a cercare refrigerio dalla calura.

Claude Monet e Pierre Auguste Renoir in vacanza da quelle parti dipinsero insieme in quadri diversi questo posto, realizzando alcuni capolavori del pieno periodo impressionista. In questo video oltre all’analisi del quadro, viene spiegato il metodo di lavoro innovativo dei pittori impressionisti, il loro interesse per la luce e per i nuovi soggetti, come per esempio la vita dei loro contemporanei in tutte le sue sfumature.

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Trascrizione del video:

Eccomi qua, Michelangelo Moggia, Analizzare un Quadro e, per oggi, Claude Monet.

Claude Monet è stato uno dei pittori di spicco dell’Impressionismo, e questo suo quadro dipinto nel 1869 ha tutte le caratteristiche principali di quello stile pittorico. Il soggetto è una località nei pressi di Parigi, la Grenouillere appunto, dove i parigini andavano a fare il bagno e a rilassarsi, in pratica una sorta di stabilimento balneare sul fiume.

Se metti a fuoco i singoli particolari vedrai le barche, i pontili, i bagnanti, le persone sedute al ristorante e sopratutto i magnifici riflessi sull’acqua. Cos’ha di particolare questo quadro? Diverse cose.

1) Il soggetto: è una scena di vita moderna, non un semplice paesaggio con figure. Tra le novità che portano gli impressionisti c’è quella di raffigurare il loro tempo, gli svaghi, le attività degli uomini, le città e tanti altri momenti di vita quotidiana.

2) La visione sfocata: Monet ritrae le cose così come si vedono. Prima di lui e dell’Impressionismo, gli artisti più tradizionali, quelli che andavano per la maggiore, dipingevano i paesaggi con estrema attenzione al dettaglio, curando con molta attenzione e abilità tutti i dettagli di ogni oggetto. Monet fa una cosa diversa: quando guardi una scena, una paesaggio, hai una visione d’insieme, non distingui tutti i vari particolari di ogni cosa. Se guardi un albero vedi una massa di varie tonalità di verde, non distingui ogni foglia una per una. Gli impressionisti colgono proprio questo aspetto, fanno una sintesi cercando di fissare sulla tela quello che l’occhio percepisce davvero.

3) La luce e l’acqua: La luce è uno degli elementi fondamentali del quadro. L’artista ha osservato con attenzione e messo sulla tela tutti gli effetti e i riflessi della luce sull’acqua, che occupa circa i due terzi del dipinto. Con grandissima maestria Monet rende perfettamente il tremolio dell’acqua e il riflesso dei raggi del sole e del paesaggio circostante e fa tutto questo con pennellate rapide, senza cercare l’assoluta precisione ma l’efficacia della visione.

Tutto questo lo fa dipingendo dal vero. Prima degli impressionisti i pittori di solito realizzavano degli schizzi sul posto e poi dipingevano il quadro vero e proprio in studio, gli impressionisti sono invece i primi a eseguire le loro opere interamente all’aperto. Questo modo di dipingere impone all’artista di essere sintetico, senza dilungarsi eccessivamente sui particolari.

Prima di concludere voglio raccontarti un aneddoto interessante: in quel periodo Monet era in vacanza con un altro grande artista del gruppo impressionista: Renoir, ed entrambi si misero a dipingere fianco a fianco la Grenouillere: è interessante vedere come le sensibilità dei due artisti portino a risultati molto diversi tra loro, nonostante abbiano ritratto lo stesso identico soggetto.

Renoir nel suo quadro è più attento agli effetti atmosferici e meno ai riflessi della luce sull’acqua e stende il colore sulla tela in modo più leggero. Monet invece usa il colore in modo più denso e corposo, oltre a fermare la sua attenzione sopratutto sugli effetti di luce. Peraltro Monet, cosa abbastanza frequente, dipinge lo stesso posto anche da un’angolazione diversa e con una luce diversa: le variazioni di luce erano uno degli aspetti che più colpivano ed interessavano l’artista. Lo dimostra il fatto che negli ultimi decenni della sua vita dipinse quasi esclusivamente le ninfee dello stagno nella sua casa di Giverny in Normandia.


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