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Rosso Fiorentino, La Deposizione di Volterra: analisi in video
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La Deposizione di Volterra è uno dei quadri più famosi di Giovan Battista di Jacopo detto il Rosso Fiorentino, artista geniale e bizzarro che fu, assieme al Pontormo uno dei creatori del Manierismo.

In questo dipinto si assiste ad una scena concitata con personaggi dall’aspetto quasi caricaturale che discutono animatamente su come depositare a terra il corpo morto di Cristo. In basso invece prevale il dolore della Madonna e degli altri seguaci di Cristo.

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Trascrizione del video:

Ciao sono Michelangelo Moggia e questo come sempre è “Analizzare un quadro”. L’artista che ti presento oggi è molto particolare come avrai modo di vedere tra poco, ed è stato uno dei creatori del Manierismo, lo stile artistico dominante a partire dagli anni 20 del ‘500.

Questo quadro è il suo capolavoro, e si trova nella pinacoteca di Volterra, un museo che amo particolarmente: lo vedi in un ora, poco affollato e ricco di opere interessanti. La scena è quella della deposizione di Cristo dalla croce ed è possibile dividerla idealmente in due metà:

* In alto c’è molta agitazione e i vari personaggi in equilibrio precario su delle lunghe scale si affannano e litigano tra loro, l’effetto è vagamente comico. Hanno appena staccato i chiodi e il corpo morto di Cristo rischia di scivolare a terra, non a caso due di essi si agitano in modo particolare, probabilmente ognuno ha la sua soluzione pronta per portare a termine questa operazione difficoltosa, che è complicata dal vento a giudicare da come si muovono le vesti.

Nota i visi di Nicodemo in alto con la barba forcuta che urla rabbioso ed ha un che di demoniaco, o quello di Giuseppe d’Arimatea che grida qualche consiglio al personaggio che sta facendo il grosso della fatica ed è costretto ad aggrapparsi alla croce per non cadere.

Il personaggio di spalle aiuta come può e cerca di mantenere il suo equilibrio precario sulla scala. Cristo invece ha un’espressione distesa, si direbbe quasi che stia sorridendo. Su questo però è difficile dare un’interpretazione sicura, tenendo conto spesso nei dipinti del Rosso Fiorentino si trovano particolari bizzarri e spiazzanti. Una possibile spiegazione potrebbe essere che sorrida per la comicità involontaria della scena.

Allo stesso tempo il corpo di Cristo ha un colorito verdognolo, diverso da quello di tutti gli altri, e questo conferma che siamo di fronte ad un corpo morto.

Nella metà in basso invece domina il dolore che viene espresso in forme diverse: c’è quello composto ma devastante della Madonna che viene sorretta da altre due donne. Nota peraltro che la Vergine ha quasi lo stesso colore livido di Cristo, come se questo supplizio terribile avvicinasse e accomunasse ancora di più la madre e il figlio. Molto più plateale è la Maddalena che si lancia in un abbraccio alle gambe della Madonna: il suo abito rosso, solcato da pieghe geometriche, accentua la forte emozione che già esprime con il corpo.

La donna più a sinistra guarda verso lo spettatore, verso l’esterno del quadro: è uno dei metodi tipici usati dai pittori per aumentare il senso di coinvolgimento di chi guarda. Sul lato destro c’è l’uomo che regge la scala e guarda verso la Maddalena: è un altro sistema per mettere in collegamento i due gruppi che altrimenti resterebbero troppo separati e San Giovanni che piange coprendosi il viso. E’ insolitamente rosso di capelli, si pensa che in lui l’artista abbia voluto rappresentare se stesso. C’è chi ha definito in modo molto efficace questa figura un autoritratto negato del Rosso Fiorentino. Non a caso verrà riprodotto anche in un’altra Deposizione di qualche anno dopo.

La luce è radente, come quando il sole va verso il tramonto, toccando i personaggi mette in evidenza sopratutto i volumi e le ricche pieghe dei vestiti dai colori sgargianti più che i visi o le parti anatomiche.

I colori appunto sono piuttosto vivaci, innaturali e in molti casi hanno un aspetto cangiante. L’idea che mi sono fatto è che questo rende l’episodio fuori dal tempo, così come anche il cielo sullo sfondo che ha un colore uniforme, sembra quasi una lastra di metallo che isola questa immagine e la rende lontana dalla realtà.


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Commenti

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3 Comments to “Rosso Fiorentino, La Deposizione di Volterra: analisi in video”

  1. ugo felici scrive:

    Credo valga la pena forse sottolineare meglio a proposito di quest’ opera, che ho peraltro avuto occasione di ammirare dal vivo al museo di Volterra, la modernità del linguaggio.
    Non solo infatti in essa assistiamo al superamento di ogni precedente conquista umanistica, ma ciò che colpisce in quest’ opera è l’ uso non realistico della luce del colore e dello spazio.
    Non cè profondità prospettica, non sembra un luogo reale ma piuttosto una scena ambientata tra i muri di una sacrestia.
    La luce risulta irreale e a se stante, senza un giusto rapporto con sfondo o con i personaggi, i colori sono accesi o acidi, poco realistici e creano spigolosità e sfaccettature nei personaggi e nei panneggi che anticipano lo stile cubista.
    La gesticolazione, il vento solo nella parte superiore, l ‘ impianto compositivo della scena, tutto gioca in una direzione non reale della rappresentazione.
    Siamo di fronte ad una astrazione, ad immagini cioè che non attengono alla normale esperienza visiva, l’ artista qui si è espresso in maniera totalmente libera usando luce forme e colori senza nessun aggancio al mondo reale. Ed il tutto funziona, se con una mascheratura si estrapolano a caso solo alcune parti senza più alcun legame logico con il resto, si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad una opera completamente astratta.

  2. silvia bergero scrive:

    Bellissimo! Stravolgente ogni volta che l’ho visto. a quando la deposizione del Pontormo?

  3. Michelangelo scrive:

    Buona idea, bisogna che la metta in “agenda” :-)

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