Strange Art
Il lato insolito dell'arte
I quadri di Lucio Fontana e la conquista dello spazio oltre la tela
  • Sharebar

Lucio Fontana e’ uno degli artisti meno compresi da chi non ama e da chi non conosce l’arte contemporanea (talvolta le due cose coincidono). Viene infatti considerato uno dei principali responsabili del fatto che l’arte sia diventata incomprensibile: i suoi tagli sulla tela in particolare sono un po’ l’emblema di questo stato di cose.

Addirittura qualche anno fa alla Galleria d’arte Moderna di Roma qualcuno ha sputato su un suo quadro, giusto per capire la distanza e la scarsissima comprensione delle sue opere, che vengono viste dall’uomo della strada come il classico lavoro che chiunque può fare.

Per questa ragione vorrei provare a dare un possibile percorso di lettura dei quadri di Lucio Fontana partendo dal dato di fatto che con i suoi buchi e i suoi tagli è stato il primo ad andare oltre lo spazio della tela.

Per la verità non è una novità, o meglio è una novità la soluzione che ha inventato Lucio Fontana nei suoi quadri e che è diventata un po’ il suo “marchio di fabbrica”. Se ripercorriamo la storia dell’arte infatti, notiamo che ci sono stati molti artisti che hanno cercato di “andare al di là del quadro”, di irrompere nello spazio dello spettatore o di creare un collegamento tra lo spazio del quadro e quello di chi guarda. Molta della pittura barocca si basa su questa concezione dello spazio unificato, dove la scena che si vede nel dipinto, caratterizzata da movimento e teatralità continua oltre i limiti della cornice.

In altri casi si creano collegamenti e rimandi tra i due spazi, per esempio tramite gli specchi come nel celebre “Las Meninas” o nella “Venere allo specchio” di Velazquez, o due secoli prima con i “Coniugi Arnolfini” di Jan Van Eyck.

Altre volte l’artista dipingeva degli oggetti in rilievo che debordavano verso lo spazio esterno, sempre per creare l’illusione della realtà, per rendere più veritiero il dipinto.

Lucio Fontana con i suoi buchi e i suoi tagli fa un passo avanti, la sua non è più un illusione, un rimando, ma un dato di fatto: con il taglio mette realmente in comunicazione i due spazi, non più in modo illusorio, ma reale. Non a caso nel manifesto dello Spazialismo da lui pubblicato viene detto testualmente “Bisogna esorcizzare l’illusione superficiale dell’immagine sulla tela, conquistare lo spazio oltre la materia”.

Alla fine è un po’ come la differenza tra chi racconta una cosa e chi la fa davvero.

 

Vuoi ricevere video e altri contenuti dedicati alla pittura? Iscriviti alla mia newsletter


Commenti

Powered by Facebook Comments

Tags: , , , , ,

3 Comments to “I quadri di Lucio Fontana e la conquista dello spazio oltre la tela”

  1. [...] Lucio Fontana: un'ipotesi di lettura I quadri di Lucio Fontana e l'arte del passato: un percorso di lettura… Source: http://www.strangeart.it [...]

  2. [...] una foto un po’ (tanto) inusuale. E’ un quadro di Lucio Fontana, l’autore dei celebri tagli. Si intitola ‘Concetto Spaziale Attese’ (come quasi tutti i suoi quadri). Avevo sentito [...]

  3. [...] opere di: Picasso (Les Meninas), Burri (Sacco-composizione), Kandinskij (Composizione 8), Fontana (Concetto Spaziale. Attese (61 T 59), [...]

Leave a Reply