Strange Art
Il lato insolito dell'arte
David, Gericault e Napoleone: il trionfo e la sconfitta
  • Sharebar

Jacques Louis David e Theodore Gericault sono due artisti francesi vissuti in parte nello stesso periodo e morti ad un anno di distanza l’uno dall’altro. L’ispirazione per questo post mi è venuta pensando a due quadri piuttosto famosi da loro realizzati: “Napoleone che passa le Alpi” e il “Corazziere ferito che abbandona il campo di battaglia”. I due dipinti sono a mio avviso emblematici del trionfo e della sconfitta, ma sono anche rappresentativi di due stili che si sono succeduti in quegli anni: il Neoclassicismo e il Romanticismo.

Jacques Louis David è stato il pittore che meglio di altri ha prima interpretato lo spirito della Rivoluzione Francese e poi celebrato l’epopea di Napoleone. Di questo dipinto in particolare “Napoleone che passa le Alpi al Gran San Bernardo” realizzato nel 1800, David ne ha fatte diverse versioni, tutte caratterizzate da un’energia e uno slancio non comuni.

Il futuro imperatore dei francesi (all’epoca era il primo console) guida il suo esercito alla conquista dell’Italia. Sappiamo dalla storia che l’armata d’Italia era mal equipaggiata, numericamente inferiore al nemico e nei piani del Direttorio, l’organo che governava la Francia, doveva soltanto compiere una manovra diversiva. L’attacco vero e proprio all’Austria doveva avvenire passando dal Reno. In realtà sappiamo bene come andarono le cose: le ripetute vittorie di Bonaparte costrinsero l’Austria alla resa e l’Italia divenne il principale teatro di scontro.

Faccio questa premessa per capire meglio il senso del quadro di Jacques Louis David. Napoleone a cavallo indica alla sua armata la strada da seguire. In secondo piano si vedono i suoi uomini che si arrampicano tenacemente lungo le pendici dei monti spingendo i cannoni.

Sotto le zampe del cavallo ci sono delle rocce che hanno incisi i nomi dei grandi condottieri che sono passati di lì: oltre al nome di Napoleone, ci sono quelli di Annibale e di Carlo Magno. Tutto l’insieme trasmette una sensazione di energia, di forza inarrestabile.

Il motivo è legato anche a una questione di percezione visiva: una linea che sale esprime energia, potenza. A questo bisogna aggiungere un altro aspetto: noi guardiamo le immagini partendo da sinistra e andando verso destra, perché da secoli e secoli siamo abituati a leggere in quel modo. Nel quadro di David la direzione di lettura è all’opposto: si va da destra verso sinistra. Questo “rompe” le nostre convenzioni e l’immagine nel complesso viene percepita con un’energia ancora maggiore. Queste due forze si sommano: la linea che sale e la direzione di lettura “controcorrente”.

Ci sono poi anche altri elementi che rafforzano questa sensazione: il cavallo impennato, la mano che indica, la direzione del vento che soffia con forza alla spalle di Napoleone ed è come se sospingesse lui e il suo esercito: se ne ha conferma vedendo il movimento del mantello, dei capelli, della criniera e della coda del cavallo. La gamba stessa del generale, piegata in due, forma una sorta di freccia che ci indica la direzione di lettura.

Il risultato finale è la celebrazione senza mezzi termini di questo generale trionfante e invincibile, e così in effetti è stato per diversi anni.

Il quadro di Gericault invece mostra il rovescio della medaglia: la sconfitta. L’opera è del 1814, in piena parabola discendente dell’imperatore dei francesi: l’anno dopo ci sarebbe stato l’epilogo con Waterloo.

Il soggetto è semplice: un corazziere ferito abbandona il campo di battaglia. Ha lo sguardo spaventato, è sceso da cavallo e faticosamente sta cercando di muoversi senza cadere. Da un lato ha fretta di mettersi in salvo, dall’altro deve tenere a bada il cavallo che è decisamente spaventato anch’esso e potrebbe imbizzarrirsi da un momento all’altro.

Punta i piedi per non scivolare sul terreno ripido e si aiuta anche con la spada usata a mo’ di bastone. Un cielo nero incombe alle sue spalle, mentre una schiarita in lontananza sembra indicare la direzione della salvezza.

Anche in questo dipinto la percezione visiva rafforza il tono generale del dipinto: il corazziere muove da destra verso sinistra, quindi “controcorrente”, non a caso abbandona la battaglia, ma segue una linea, al contrario di Napoleone di David, discendente. E’ l’emblema della sconfitta e della paura. Quella stessa paura e incertezza del futuro che deve aver colpito il popolo francese alla fine della vicenda di Napoleone.

Aggiungerei anche un altro aspetto, meno legato alla storia specifica del periodo: i due dipinti sono rappresentativi di due stili in voga tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento: il Neoclassicismo e il Romanticismo. Il primo è tutto dedito all’esaltazione del rigore morale, della virtù civica, dell’eroismo, della rettitudine. Il secondo indaga sugli aspetti meno razionali dell’uomo, sul sentimento, sulle passioni. Sto ovviamente sintetizzando in modo drastico solo per sottolineare come i due quadri appena visti sono rappresentativi di questa transizione netta avvenuta in pochi anni nell’arte europea.

Ti è piaciuto questo post? Allora dai un’occhiata ai miei ebook


Articoli correlati:

Commenti

Powered by Facebook Comments

Tags: , , , , , ,

2 Comments to “David, Gericault e Napoleone: il trionfo e la sconfitta”

  1. [...] background-position: 50% 0px; background-color:#222222; background-repeat : no-repeat; } http://www.strangeart.it – Today, 9:49 [...]

  2. walter scrive:

    Ciao siamo nella sezione aneddoti volevo quindi segnalare che in realtà Napoleone quando attraversò le alpi era febbricitante e l’attraversò a dorso di mulo, lo so che perde tutta la carica e l’energia da lei ben descritta ma l’aneddoto è aneddoto ciao Walter

Leave a Reply