Strange Art
Il lato insolito dell'arte
Van Gogh, i quadri e i luoghi della Provenza
  • Sharebar

Il soggiorno di Van Gogh ad Arles in Provenza rappresenta un’esperienza fondamentale per l’arte del grande pittore olandese. I quadri dipinti in questo periodo, durato all’incirca due anni, si caratterizzano per i colori estremamente accesi, vivaci, del tutto diversi rispetto a quelli del periodo precedente.

E’ come se il sole e i colori del sud della Francia siano stati una rivelazione improvvisa. In breve Van Gogh passò dai toni cupi del periodo olandese, alle tonalità più chiare del periodo parigino all’esplosione di colori della Provenza: “Nel Mezzogiorno i sensi si esaltano, la mano diventa più agile, l’occhio più vivo, il cervello più chiaro…” scrisse in una lettera.

Vincent Van Gogh arrivò ad Arles nel febbraio 1888 e lasciò definitivamente la Provenza nel maggio 1890, in quel periodo dipinse un numero enorme di quadri lavorando con ritmi forsennati. Si calcola che negli ultimi anni della sua vita (morì il 29 luglio 1890) dipinse in media due quadri al giorno: una vera e propria frenesia legata molto probabilmente anche ai suoi problemi psichiatrici.

Il periodo in Provenza fu, almeno all’inizio, tranquillo, e Van Gogh qui realizzò alcuni dei suoi più grandi capolavori. Girando per Arles e nei dintorni sono visibili ancora adesso alcuni dei luoghi che hanno ispirato Van Gogh e che sono stati immortalati nei suoi quadri. In questo breve articolo facciamo un rapido excursus e vediamo alcuni dei più interessanti.

Tra i quadri notturni più famosi di Van Gogh c’è la “Notte stellata sul Rodano”, il fiume che attraversa Arles. Come il più famoso “Notte Stellata” dipinto l’anno successivo nei pressi di Saint Remy de Provence, le stelle spiccano particolarmente nel blu del cielo notturno: si tratta di un quadro eseguito sul luogo, sull’argine del fiume e tra le altre stelle si vede chiaramente la costellazione del Grande Carro.

Proprio qualche mese prima Van Gogh in una lettera aveva scritto “Un cielo stellato,ad esempio. Questa è una cosa che mi piacerebbe provare a fare. […]. Ma come posso farlo se non a casa mia, con la mia immaginazione?” Il posto dove l’artista ha dipinto questo quadro, come molti altri del resto, esiste ancora e da lì è possibile vedere esattamente quello che vide lui più di un secolo fa.

 

Restando in tema di notturni nel centro di Arles c’è ancora il caffè dipinto dall’artista olandese in un altro suo celebre quadro: ben poco è cambiato, a parte qualche pubblicità e i tavolini in stile senza dubbio più moderno rispetto a quelli della fine dell’800, ma per il resto – anche ad uso dei turisti – è rimasto com’era.

 

Altro luogo simbolo della Arles di Van Gogh è la cosiddetta “Maison Jaune”, la casa gialla dove l’artista abitò in quel periodo. Si tratta dell’edificio che sarebbe dovuto diventare, nelle intenzioni di Vincent, l’Atelier du Midi, la comunità di artisti che avrebbero dovuto realizzare un’arte nuova.

Come si vede dall’immagine la struttura principale è rimasta più o meno identica, mentre la piccola casa gialla è stata demolita, probabilmente durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

Restando ad Arles c’è un altro luogo che ha ispirato sia Van Gogh che Gauguin che lo ritrassero più volte nei loro quadri: la necropoli di epoca romana degli Alyscamps. Il primo in particolare realizzò quattro versioni del luogo. In tutte si vede il viale alberato contornato da due lunghe file di sarcofagi di pietra e le persone che passeggiano.

A differenza della versione di Gauguin che contiene alcuni riferimenti simbolici, quelle di Van Gogh mostrano una normale scena di vita quotidiana.

 

Il nostro percorso sulle tracce di Van Gogh, approda in un altro luogo simbolo, diventato non a caso uno spazio espositivo intitolato all’pittore olandese. E’ l’ospedale di Arles, dove l’artista fu ricoverato a seguito di una delle sue crisi.

Il luogo è rimasto praticamente uguale rispetto all’epoca di Van Gogh. Durante la permanenza l’artista ottenne il permesso, dal medico che lo aveva in cura, di dipingere e così ritrasse il giardino fiorito dell’ospedale che ricorda un chiostro.

Nel quadro l’immagine è leggermente storta, instabile, sembra quasi riflettere la situazione dell’artista che stava lottando contro la follia.

L’ultimo luogo di questa carrellata si trova nelle vicinanze di Arles, o meglio si trovava. Sto parlando del ponte levatoio in legno che ispirò Van Gogh; non a caso l’artista realizzò quattro quadri con questo soggetto, più alcuni disegni.

Lo stile lineare ed essenziale dei dipinti, così come i colori limpidi sono sicuramente ispirati alle stampe giapponesi viste a Parigi di cui Van Gogh divenne collezionista.

Ad eccezione degli altri luoghi visti in precedenza, il ponte di Langlois non esiste più, o meglio esiste ancora ma non è quello che dipinse Van Gogh: è stato infatti ricostruito in un altro punto, a distanza di tre chilometri rispetto all’originale, ma costituisce ovviamente un’attrattiva per i turisti magari un po’ di “bocca buona”.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Allora guarda anche i miei ebook

 

Le immagini utilizzate in questo articolo sono prese da Wikimedia Commons ad eccezione delle seguenti:

Immagine della Casa Gialla di Arles
Immagine degli Alyscamps
Immagine dell’Espace Van Gogh


Articoli correlati:

Commenti

Powered by Facebook Comments

Tags: , , , , ,

2 Comments to “Van Gogh, i quadri e i luoghi della Provenza”

  1. [...] background-position: 50% 0px; background-color:#222222; background-repeat : no-repeat; } http://www.strangeart.it – Today, 10:48 [...]

  2. [...] del sud lo hanno colpito profondamente e questo si riflette nelle sue opere. Da quando arriva ad Arles i quadri di Van Gogh si schiariscono, i colori diventano più forti, basta fare un confronto con le opere dipinte in Olanda o anche nel [...]

Leave a Reply