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La Settimana della cultura 2012 a Venezia: le Gallerie dell’Accademia
Categories: Luoghi, Musei, Notizie, Pittura
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La Settimana della Cultura 2012 a Venezia è un’ottima occasione per visitare le Gallerie dell’Accademia, uno dei templi della pittura veneta e non solo.

Di sicuro se vuoi approfondire la conoscenza della pittura veneta dal quattrocento al settecento, qui si trovano alcuni dei massimi capolavori seguendo la linea che va da Vittore Carpaccio a Giovanni Bellini, passando per Giorgione e Tiziano, l’anomalo Lorenzo Lotto, Tintoretto e Veronese, per concludere col Tiepolo, Canaletto e Guardi; ai quali poi si aggiungono ovviamente molti altri nomi meno noti, ma pur sempre interessanti.

La presenza dell’enigmaticaTempesta” di Giorgione a mio avviso vale da sola la visita: un paesaggio di campagna con una città di sfondo, l’atmosfera è sospesa pochi attimi prima che scoppi il temporale, come testimonia il fulmine in lontananza. In primo piano ci sono due personaggi un uomo ed una donna che allatta; le ipotesi sul soggetto si sprecano e nessuna riesce a prevalere (come accade per un altro famoso dipinto di Giorgione, i “Tre filosofi”).

Inevitabilmente non riusciamo a conoscere appieno il senso di questo magnifico dipinto, ma non può non colpirci profondamente il fatto che sia uno dei primi quadri dove il paesaggio diventa protagonista forse anche più degli uomini, che non hanno più un ruolo dominante, ma sono parte di un insieme: nel quale sembra di esserci e di sentire sulla pelle e nelle narici il fresco del temporale che si avvicina.

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La Pietà è l’ultima opera dipinta da Tiziano, una sorta di epitaffio, non a caso la tela avrebbe dovuto essere posta sulla tomba dell’artista. Il soggetto è particolarmente drammatico, sia per il gesto teatrale della Maddalena che solleva il braccio, sia per il colore spento e sfrangiato che caratterizza l’ultimo periodo dell’artista.

Tiziano si è autoritratto nella figura di Nicodemo inginocchiato ai piedi della Madonna e del Cristo morto e l’opera diventa nelle sue intenzioni una preghiera di invocazione contro la peste che infuriava in quel periodo a Venezia (il riferimento alla città è dato dalle due sculture con le teste di leone).

Altro dettaglio degno di nota è la tavoletta votiva, che raffigura Tiziano e il figlio Orazio in preghiera, deposta a terra all’estrema destra in basso nel quadro.

Purtroppo nonostante le preghiere il morbo ebbe la meglio e sia Tiziano sia il figlio morirono durante l’epidemia e l’opera venne poi completata da Palma il Giovane.

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Sosta obbligata per ammirare l’enorme quadro del Veronese della “Cena in casa di Levi” dominato da una splendida loggia con tre arcate che incorniciano il banchetto. Cristo è nel centro perfetto del quadro, ma la sua figura si mescola con una selva di personaggi che risaltano grazie agli accostamenti di colori squillanti.

Nel quadro ci sono moltissimi personaggi anomali poco pertinenti con il racconto del Vangelo: soldati, buffoni, nani, animali esotici e questo all’epoca creò qualche problema al Veronese che fu convocato dal tribunale dell’Inquisizione per spiegare il motivo di queste “intrusioni”.

In questo periodo non sarà invece visibile il bellissimo “Miracolo dello schiavo” del Tintoretto perché in prestito alle Gallerie del Quirinale a Roma per la mostra dedicata a questo artista.

Con un po’ di fortuna infine potrebbe essere possibile vedere anche il disegno dell’Uomo Vitruviano di Leonardo che viene esposto occasionalmente.

Nel disegno Leonardo mostra la perfezione delle proporzioni del corpo umano che può essere inscritto sia in un quadrato che in un cerchio; in sostanza è la traduzione “grafica” di un passo del trattato di architettura dello scrittore latino Vitruvio, da qui il nome di Uomo Vitruviano del foglio di Leonardo.

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