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Settimana della cultura a Roma: musei da visitare
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La Settimana della Cultura 2012 a Roma offre veramente tante possibilità per visitare musei, monumenti, edifici, biblioteche, archivi ed aree archeologiche con l’ingresso gratuito.

A Roma e dintorni sono oltre 100 i luoghi della cultura che aderiscono all’iniziativa , tra i tanti  merita assolutamente una visita, a maggior ragione con l’incentivo dell’ingresso gratuito, la Galleria Borghese.

Il museo si trova nel mezzo del parco di Villa Borghese e custodisce alcuni dei capolavori più importanti del nostro patrimonio artistico. La sede è nella villa suburbana della famiglia Borghese che agli inizi del XVII° secolo conobbe una forte ascesa grazie all’elezione di papa Paolo V, al secolo Camillo Borghese. La villa che si trovava, allora, fuori le mura venne costruita in quegli anni e nel tempo subì sviluppi e modifiche.

Non è un museo di grandissime dimensioni e si visita per bene in due orette, a meno ovviamente di fermarsi ad ammirare con estrema calma tutte le opere esposte. Tra queste, a livello di gusto personale, ne segnalo alcune che da sole meritano la visita (anche se ce ne sarebbero moltissime altre).

La prima è la scultura di Gian Lorenzo BerniniApollo e Dafne” ispirata all’episodio delle “Metamorfosi” di Ovidio: il dio Apollo insegue la ninfa Dafne perché è innamorato di lei, ma quest’ultima, che non ne vuole proprio sapere, prega il padre, il dio fluviale Peneo, di farla sfuggire al suo aggressore. In breve quando Apollo l’ha raggiunta e sta per toccarla, Dafne si trasforma in una pianta di alloro.

La scultura ferma questa immagine. Il genio di Bernini si manifesta sopratutto nella sensazione del movimento e nella trasformazione della materia: il dio ha quasi concluso la sua corsa, ma la fanciulla ha già iniziato la sua trasformazione e dalle braccia, dalle gambe, dai capelli, le spuntano i rami di alloro e la corteccia.

La grandissima padronanza della materia, il fatto di trattare il marmo come se fosse morbida plastilina,  si riscontra in un’altra bellissima scultura di Bernini con tema simile ma con esito diverso: il Ratto di Proserpina, dove il dio degli inferi Ade rapisce Proserpina per farne la sua sposa. Mi ha sempre colpito in quest’opera la mano del dio che stringe e affonda nella coscia prosperosa della donna con una maestria e verosimiglianza stupefacenti.

Cito anche la Paolina Borghese, scolpita da Antonio Canova seminuda e distesa come una Venere. Paolina Bonaparte, la sorella di Napoleone, aveva sposato infatti il principe Borghese e non esitò a farsi ritrarre in modo da esaltare sia la propria bellezza, sia il proprio rango (peraltro acquisito per matrimonio, non per nascita).

Passando ai quadri c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Comincerei dall’Amor sacro e amor profano capolavoro di Tiziano Vecellio, il cui significato non è del tutto chiaro. Il titolo stesso è stato dato all’opera a distanza di diversi anni non dall’artista, ma basandosi semplicemente sulla presenza di Cupido e delle due donne (una riccamente vestita e l’altra nuda).

Anche senza conoscere il significato allegorico dell’opera (che rimanda comunque al matrimonio e a due caratteristiche dell’amore) non si può fare a meno di apprezzare il bellissimo, tipico paesaggio veneto sullo sfondo con la luce che si stempera in lontananza e  la bellezza florida delle due donne e dei loro panneggi.

La Galleria Borghese custodisce inoltre diverse tele importanti di Caravaggio, tra tutte ce n’è una, molto famosa, che è poco meno di un pugno nello stomaco: il “Davide con la testa di Golia” dove la figura del futuro re d’Israele emerge violentemente dal buio mentre guarda con aria malinconica la testa penzolante del suo nemico appena ucciso; nemico che peraltro riporta le fattezze del pittore.

L’artista, all’epoca condannato a morte per omicidio e latitante, trasfonde nelle sue opere il suo senso di colpa e l’ossessione della decapitazione alla quale è stato condannato.

Infine da non perdere c’è la “Deposizione Baglioni” di Raffaello, che rappresenta appunto il momento in cui Cristo morto è appena stato deposto dalla croce: i colori e il paesaggio sereno contrastano un po’ con il dramma che stanno vivendo i protagonisti. In particolare la Madonna sviene e devono sorreggerla: dietro quest’immagine c’è una storia commovente.

L’opera venne infatti commissionata a Raffaello da Atalanta Baglioni, nobildonna perugina, che desiderava così ricordare il figlio Grifonetto ucciso durante degli scontri tra fazioni nella città di Perugia.

Le opere da vedere alla Galleria Borghese sono davvero tante e di alto livello e descriverle tutte sarebbe davvero impossibile, quindi non posso fare altro che consigliare a tutti una visita, magari approfittando proprio della Settimana della Cultura 2012.

Durante la Settimana della Cultura 2012 a Roma sarà possibile visitare gratuitamente molti altri musei, tra questi segnalo:

La Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini
La Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Corsini
La Galleria Nazionale di Arte Moderna e contemporanea
La Galleria Spada
Il Museo Nazionale di Palazzo Venezia

 

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1 Comment to “Settimana della cultura a Roma: musei da visitare”

  1. [...] è piuttosto “povera”, passatemi il termine, rispetto ad esempio alle possibilità offerte da Roma o Firenze, solo per citare due tra le tante città [...]

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