Strange Art
Il lato insolito dell'arte
Il Tondo Doni di Michelangelo
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Il Tondo Doni è l’unico dipinto di Michelangelo Buonarroti, a parte gli affreschi della Cappella Sistina, di attribuzione consolidata. Esistono in effetti altri quadri a lui attribuiti da parte di alcuni studiosi, ma non c’è alcuna certezza a riguardo.

L’opera venne realizzata da Michelangelo in occasione del matrimonio del mercante fiorentino Agnolo Doni con Maddalena Strozzi (dei quali esistono due splendidi ritratti di Raffaello) e rappresenta uno dei temi più diffusi all’epoca a Firenze: la Sacra Famiglia.

E’ un dipinto a tempera su tavola dai colori particolarmente squillanti e cangianti, che farebbero pensare più alla pittura ad olio. Una tecnica che però Michelangelo non amava particolarmente e la considerava “roba da donnicciole“, sopratutto per il fatto che, data la lenta asciugatura, permette all’artista di fare correzioni e modifiche.

L’importanza del Tondo Doni è data, oltre che dalla sua bellezza perfetta, dal fatto che di fatto è il quadro che si distanza dalla pittura del Rinascimento e pone le basi per il Manierismo, in particolare per la costruzione del gruppo principale che ha la forma di una fiamma.

Trascrizione del video:

Ciao sono Michelangelo Moggia e stai guardando un video di “Analizzare un quadro”.
Oggi parlo di un mio omonimo e questo è il suo unico dipinto, ad esclusione degli affreschi, di attribuzione certa.

L’opera che risale al 1504 circa, fu commissionata a Michelangelo da un ricco mercante fiorentino, Agnolo Doni, molto probabilmente in occasione del suo matrimonio.

Racconta il Vasari che quando il quadro fu terminato, l’artista mandò un garzone della sua bottega a consegnarlo, chiedendo un pagamento di 70 ducati (una cifra parecchio alta). Il Doni, che essendo un mercante era abituato a trattare, ne offrì solo 40. Michelangelo allora si riprese indietro il dipinto ed accettò di venderglielo solo al doppio del prezzo richiesto inizialmente. In sostanza Agnolo Doni, per aver osato mercanteggiare, si trovò a pagare 140 ducati per comprare questo splendido quadro, o meglio questo splendido tondo.

Il soggetto è una Sacra Famiglia, un tema molto diffuso all’epoca a Firenze, ma trattato da Michelangelo in modo del tutto insolito. In primo piano, si vede la Madonna a grandezza naturale che si gira verso San Giuseppe che le passa il Bambino.

Alle loro spalle, dietro una sorta di muretto c’è San Giovannino, ovvero San Giovanni Battista da piccolo, che spesso viene rappresentato in quadri di questo tema, mentre sullo sfondo, appoggiati ad un di parapetto di roccia ci sono dei giovani ignudi e alle loro spalle si intravede un paesaggio dalle tonalità azzurrognole.

Il livello di lettura più semplice, quello basilare, è la visione di una famiglia su un prato in un momento di intimità: nota per esempio il bambino grassottello rappresentato con le morbidezze tipiche dell’età che gioca con i capelli della madre, lo sguardo attento di Giuseppe mentre con un passaggio delicato lo pone in braccio alla Madonna, che a sua volta ha posato il libro che stava leggendo sulle sue gambe per prendere Gesù Bambino.

Un livello di lettura più approfondito riguarda il significato allegorico della composizione: la Madonna prende in braccio il bambino come per offrirlo a tutti noi, all’umanità.

La Sacra Famiglia rappresenta l’età di Cristo, l’avvento del cristianesimo, mentre alle loro spalle separato da un muretto c’è il precursore: San Giovanni Battista che ha anticipato e preparato la venuta di Cristo ed è quindi tramite con il mondo antico, il mondo pagano, rappresentato dagli ignudi sullo sfondo che sono chiaramente ripresi dalle statue di epoca greco-romana come per esempio il celebre Apollo del Belvedere che Michelangelo senza dubbio conosceva.

Se il tema è trattato in modo innovativo, l’aspetto formale del Tondo Doni è decisamente rivoluzionario. Michelangelo si ispira con tutta probabilità ad un dipinto con la Madonna e il Bambino di Luca Signorelli, realizzato nel 1490, ma rielabora questa questa ispirazione portandola ad un livello qualitativo altissimo.

La struttura del gruppo principale è originalissima, la forma è quella di una fiamma e le figure seguono una linea a spirale, la Madonna in particolare si avvita su se stessa. Questo movimento rotatorio è sottolineato dai lembi delle vesti disposti a terra. I corpi hanno volumi solidi, sono scultorei (non dimenticare che Michelangelo era e si considerava sopratutto uno scultore) ed anche i bellissimi colori accesi e cangianti utilizzati sottolineano la plasticità e la massa dei vari personaggi.

Il gruppo sullo sfondo è appoggiato ad un parapetto di roccia di forma circolare: se completi idealmente il cerchio noterai che è come se lo spettatore si trovasse all’altra estremità della circonferenza. Non solo: questo cerchio ideale è perpendicolare al tondo del quadro, ed è come se tutto il dipinto e lo spazio dove ci troviamo noi fosse racchiuso in una sfera.

Concludo con una riferimento alla cornice, originale, che è parte integrante del quadro e ne aiuta la lettura. Le cinque testine scolpite formano un pentagono inscritto all’interno del cerchio e riecheggiano il pentagono che forma la base del gruppo principale: osserva a questo proposito le gambe della madonna in primo piano.

Infine le cinque testine ci indicano il percorso di lettura del Tondo Doni: i loro sguardi convergono infatti in basso, verso quella maschera decorativa sul fondo. Da lì lo sguardo deve salire e seguire il movimento di avvitamento della Madonna per arrivare a Gesù Bambino e al centro dell’azione.

 

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1 Comment to “Il Tondo Doni di Michelangelo”

  1. [...] eseguiti da Raffaello nel periodo fiorentino che raffigurano il ricco mercante Agnolo Doni (quello del Tondo Doni) e sua moglie Maddalena. E’ sufficiente fermarsi ad osservare questi due coniugi per qualche [...]

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