Strange Art
Il lato insolito dell'arte
Allen Gilbert, la vanità e la femme fatale
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L’arte in molte occasioni ha fornito e continua a fornire spunti ed idee alla pubblicità, segno di come la nostra percezione del mondo e delle cose, il nostro gusto estetico, siano determinati anche dall’arte. L’esempio è una pubblicità di un profumo dello stilista Christian Dior che è ispirata a “All is vanity” di Charles Allen Gilbert, artista ed illustratore americano vissuto a cavallo fra ‘800 e ‘900. “All is Vanity” – tutto è vanità – del 1892 è la sua opera più famosa ed è la classica illusione ottica o messaggio subliminale: la donna che si specchia e la sua immagine riflessa forman un teschio.all_is_vanity

Tale rappresentazione della vanità con fanciulle in fiore che guardano nello specchio, ha una lunga tradizione iconografica che risale perlomeno al XVI secolo. A questa immagine base si aggiungono poi le varianti con lo scheletro, la clessidra, i fiori ed altre cose effimere per ricordare che la bellezza sfiorisce, che tutto passa e che quello che conta davvero è vivere bene questa vita per prepararsi a quella ultraterrena ed eterna.

La pubblicità di Dior riprende quest’immagine ma la decontestualizza ed anzi le dà un significato che è quasi l’opposto: non si tratta più di un monito a vivere in modo retto ma di un’immagine della donna fatale, dominatrice e lussuriosa, la cui personalità è rispecchiata dal profumo Poison – oggetto della pubblicità – che tradotto significa veleno.

Fonte: Lorenzo Bonoldi


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2 Comments to “Allen Gilbert, la vanità e la femme fatale”

  1. [...] è cosa risaputa. Ne ho già parlato in due post in particolare, in cui ho messo a confronto alcuni manifesti pubblicitari con i rispettivi dipinti di [...]

  2. [...] La Maison Dior si è ispirata ,per la sua campagna pubblicitaria del profumo “Poison”,ad una famosa opera dell’artista Charles Allen Gilbert, vissuto a cavallo fra ‘800 e ‘900. “All is Vanity” – tutto è vanità – del 1892 è la sua opera più famosa con una chiara illusione ottica:l’immagine ,infatti,può essere interpretata come una bellissima donna che si specchia o ,se vogliamo,come uno spaventoso teschio.La pubblicità di Dior riprende quest’immagine in chiave completamente diversa: non si tratta più di un invito a vivere in modo retto ma di un’immagine della donna fatale, la quale nel modo occidentale,non ha bisogno di chiedere anzi, è lei la dominatrice della scena…velenosa come il profumo che indossa (da qui il nome “poison=veleno”) via strangeart.com [...]

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